ottobre 4, 2018

Der kampf geht weiter – Parte seconda – Lo Zeitgeist nella Lotta delle formazioni claniche

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La realizzazione del modello economico globale mirante alla standardizzazione del consumatore in un soggetto sdradicato, acritico e facilmente plasmabile dai trend commerciali, elemento costitutivo del mercato mondiale auspicato dal capitalismo acefalo, poggia su tre sponsor principali:

a) Istituzionali;

b) Culturali;

c) Morali.

Istituzionalmente dunque agiscono i grandi organismi internazionali quali l’ONU, propugnatrice delle immigrazioni a scopo sostitutivo, l’UE – sua volta costantemente indirizzata dalla BCE – godente dell’appoggio delle grandi nazioni post-europee come la Francia afro magrebina di Macron e la Germania ottomana della Merkel;

Culturalmente agisce invece la sinistra liberal, arcobaleno e petaloso-regenica sorretta dall’alleanza militare operativa tra centri sociali pseudo autogestiti e migranti economici, impegnati congiuntamente nell’organizzazione della violenza di piazza, della delinquenza e della devastazione degli spazi culturali radicati e non allineati (in primis le librerie). Tale braccio armato opera impunemente grazie all’appoggio della magistratura arcobaleno, facente parte con diverso grado delle istituzioni di cui sopra. Si segnale infine, come momento apicale della lotta culturale verso la distruzione della natura, delle identità e della sessualità, il ruolo dell’establishment accademico impegnato soprattutto nel consolidamento ai fini ideologici della nuova mitologia scientista ed egualitarista dell’Out Of Africa, mito edenico a giustificazione delle immigrazioni di sostituzione.

Moralmente la compagine nazarena, dallo pseudo pontefice “papocchio” Bergoglio sino al medio basso clero pretofilo agisce nell’azione di secolarizzazione della spiritualità cristiana in morale buonista dell’accoglienza acritica e dello sdoganamento delle più basse perversioni quali la pedofilia, l’ideologia gender fluid, il turismo sessuale di cooperanti, ONG ecc. esportatori di mercimoni in cambio di aiuti umanitari.

Nei confronti di questo schieramento “uno e trino”, istituzionale, culturale e moralistico post spirituale, i distinguo, le masturbazioni filosofiche, le analisi fumose sono da considerarsi non soltanto equivoche ma addirittura autenticamente osteggiabili.

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Chi non riconosce il proprio essere autentico in consonanza con il globalismo massificante non può permettersi di indulgere nei compromessi dei radical chic ma deve necessariamente aderire alla resistenza ad oltranza in compagini claniche resilienti che non indulgendo nell’idiotismo social degli scansafatiche mantenuti, lavorano nell’applicazione costante e coerente all’interno della propria comunità di riferimento di principi inumani di disciplina, preparazione fisica ad oltranza, ferrea etica non utilitaristica e anti egoistica,  responsabilizzante, e meritocratica. E ancora si fanno interpreti di una autentica spiritualità ancestrale degna erede della scaturigine originaria.

Sullo sfondo di queste forme resilienti brilla la luce aurorale dell’Origine, la decadenza e il caos si trasmutano paradossalmente nel campo di una scelta destinale, avviantesi verso la reificazione di un Nuovo/Altro Inizio.

Si tratta dunque di scegliere tra questi due schieramenti: quello del capitalismo nascosto sotto spoglie regeniche petalose e quello del darsi alla macchia ostinatamente rispetto allo status quo, scegliendo la via della resistenza spirituale, etica e concreta.

D’altro canto non riconoscere il valore diagnostico delle migliori analisi rivoluzionario conservatrici di Nietzsche, Spengler, Junger, Heidegger, Lorenz, passando per Faye, Venner, Mabire sino agli italiani Locchi, Evola, Freda, Preve è idiotismo da malriusciti nella migliore delle ipotesi, quando non malafede egoistica mirante a compromessi di comodo in vista di sbocchi economici vantaggiosi tramite la connivenza con le istituzioni e le grandi corporation.

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Giunge l’era della trasmutazione del nichilismo e dell’anomia. Giunge il tempo di risolvere il rapporto tra chi è differenziato e il Caos, non più limite ma potenzialità, come evolianamente intuito ne “Lo yoga della Potenza” e in “Cavalcare la Tigre”.

La decadenza è il paradossale momento non della costrizione ma della massima libertà decisionale e progettuale.

Chi è deputato a tale scelta?

Non certo il nazareno dodecastellato! Piuttosto il proscritto, l’anarca, l’artefice, che non necessita di codici morali preconfenzionati, simbologie nostalgiche o appartenenze di convenienza.

Egli spontaneamente e autenticamente vive la propria natura senza bisogno di credere fideisticamente nelle leggi del mercato o in pseudo avatar putiniani. Egli è consapevole cercatore del nuovo inizio.

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Lo Zeitgeist è senz alcun dubbio la costituzione di clan resilienti che sul modello jungeriano siano operanti nelle retrovie del nemico istituzionale petaloso e radical chic, diffondendo la contro informazione, piazzando ordigni ideali come vuole Faye, bestemmiando il credo egualitarista dell’Out of Africa.

Ma soprattutto questi clan si fanno veicolo e ricettacolo di autentiche influenze spirituali non umane tramite la reificazione dell’ascesi nella metapolitica, così sintetizzando la maschera ferrea dell’Artefice/Arbeiter con la scelta silvestre del proscritto.

Di fronte alla forma inumana di tale Artefice, forgiato nel dolore, nella difficoltà e nella disciplina, la compagine radical chic deboluccia, perversa e malriuscita, si dissolverà come una spiaggia di pedofili devastata da un improvviso e inarrestabile Tsunami.

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