Polemos – Volume 1

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Polemos – Volume 1

7,00€

Esaurito

Descrizione prodotto

160 pagine, b/n, formato 11×18 cm
L’Impero dei Segni, insegnava Barthes, non ha volto nè consistenza; è un pulviscolo neon che fluttua traslandosi attraverso le reti, lungo i canali dei linguaggi e a ridosso della disintegrazione delle identità. Siamo stati drogati ed inebetiti da parole vuote, ologrammi, copie per dirla con il Baudrillard di “America” originanti da nessun originale recitate dalle voci dei chierici traditori.
Tra queste parole vuote, abbiamo le declinazioni cangianti della liquidità. Modernità liquida, democrazia liquida. Sociologia progressista d’accatto che per essere confutata basterebbe mezza riga del “Terra e Mare” di C. Schmitt (là dove molti vedono solo un caos informe, sta sorgendo un nuovo ordine), perché la liquidità, politica, comunicativa, digitale, non è grillinamente intesa una tendenziale omologazione ma uno spietato conflitto tra un ordine terrestre (il Nomos) e la nascita di un nuovo ordine mercantile (il progressismo mercantilista dell’acqua).
POLEMOS, molto opportunamente, ci ricorda che le frammentazioni identitarie non rappresentano uno sdilinquimento ma al contrario, laddove esse si muovano attorno ad un nocciolo archetipico ed assiologico comune, divengono una ricchezza ed una reazione (una risposta) al livellamento tellurico. Ed è così pacifica, nel senso latino del termine Pax, la convivenza tra il Black metal, in alcune sue manifestazioni ctonie sulfuree ma pure convinte nel portare avanti un discorso organicamente identitario (AKITSA) e le pagine di E. Junger, quelle di Lovecraft e nuove manifestazioni di presenza autocosciente corporea (il primitivismo eroico).
L’affermazione totale è la negazione della debolezza; queste pagine si pongono in contrasto e in conflitto contro la rassegnata terra del crepuscolo a cui è ridotta l’Europa e in cui versa più in generale la condizione umana.
Anti-umani e misantropici nel senso di panacea e anticorpo (nel senso proprio del quesito che Junger si poneva e poneva a Heidegger in Oltre la Linea) in dischi e i progetti musicali consigliati, i testi selezionati (Junger, Redbeard, Lovecraft, Spengler) e composti per l’occasione da F. Boco, A. Anselmo, M. Zenesini ambiscono ad una contro narrazione della (post)modernità. Un urlo o meglio l’ululato della guerra totale contro la miseria interiore e contro la debolezza. AV

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