Presentazione


La crisi che in questi anni travolge l’Europa non è soltanto economica, ma è in primo luogo e in maggior misura una crisi culturale, antropologica e politica: è una crisi di civiltà.

In situazioni estreme e di crescente difficoltà non si può rispondere efficacemente con misure riformistiche e visioni moderate: queste rientrano pur sempre nell’alveo culturale e socio-economico che ha prodotto la crisi stessa e per questo finiranno col partecipare della medesima senza alcun esito positivo nel medio-lungo periodo.

Ai palliativi e alle mezze misure, alle compromissioni col mondo contemporaneo, è da preferire un approccio radicale, persino estremistico, che punti alla radice del problema per produrre una rottura totale con lo stato di cose attuale. Creare le condizioni per una spaccatura che sia quindi inattuale.

Ad una società impolitica e disgregata, che perdura in uno stato di quiete, è possibile rispondere soltanto ripensando la vita comunitaria alla radice, richiamandosi alle origini della stessa e alle sue sorgenti.


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